Riequilibrio Modulare Progressivo

Riequilibrio Modulare Progressivo (RMP) con Facilitazioni Neurocinetiche (Kabat Concept): evoluzione del metodo Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation (PNF).
per Riequilibrio s’intende:
Ristabilire i corretti rapporti tra strutture accorciate (anelastiche) e strutture ipotoniche-iposteniche, che spesso è alla base di tutti i processi di recupero;
Ristabilire il corretto rapporto tra schemi patologici e schemi fisiologici;
Ristabilire il corretto rapporto tra controllo visivo e cinestesi (presa di coscienza della propria motricità, globale e segmentale);
Ristabilire il corretto rapporto tra elementi che organizzano la verticalizzazione ed esercitazione della funzione;
Per Modulare s’intende un programma di esercizio pertinente ad una determinata patologia (moduli progressivi di trattamento) e, all’interno dello stesso, moduli variabili in rapporto sia ai differenti soggetti che ne sono affetti, sia alla presenza dello stato acuto, subacuto o cronico della malattia;
Progressivo infine sta ad indicare come l’esercizio terapeutico debba essere adattato alle differenti patologie e al grado di recupero del paziente.

Il metodo PNF è stato ideato da H. Kabat, neurologo, in California alla fine degli anni ’40 e sviluppato dalle fisioterapiste M. Knott e D. Voss. Questa tecnica nasce dal concetto innovativo che prende origine dall’osservazione e dallo studio dei movimenti dello sport e della danza, in cui la diagonalità e spiralità permettono al movimento di esprimere la massima potenza, l’armonia, la velocità e la coordinazione. Vennero così codificati degli schemi motori che traducessero in modo chinesiologicamente corretto le osservazione fatte.
Questa metodica ha continuato la sua evoluzione in Europa e negli USA come metodo PNF, con la rigida applicazione degli schemi e i presupposti neurofisiologici Jacksoniani e Sherringtoniani a feedback. In Italia è stata introdotta alla fine degli anni ‘60 da G. Monari, che con la sua esperienza insieme ai vari gruppi di studio nelle Università Italiane, l’ha modificata a tal punto da cambiarne la denominazione in Riequilibrio Modulare Progressivo (RMP) con Facilitazioni Neurocinetiche. L’Aspetto di grande innovazione sta nella valutazione funzionale del paziente, che comprende gli ambiti delle capacità di reclutamento, di elasticità delle catene muscolari, delle funzioni del tronco e dell’equilibrio, fondamentali per ideare un programma di recupero personale ed esclusivo.

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