Genomica predittiva: il test AidNA

Con il test AidNA gli atleti, professionisti ed amatoriali, possono raggiungere il loro optimum biologico e conseguire elevate prestazioni sportive.
Il test produce un referto medico specialistico relativo a un’analisi diagnostica innovativa contenente quattro principali categorie di informazioni:
1. approfondimenti diagnostici (esami clinici per la valutazione dello stato di salute);
2. indicazioni su alimenti/principi attivi indispensabili;
3. indicazioni su attività e stili di vita;
4. trattamenti e terapie consigliati in accordo con il medico della società sportiva.

Il test genomico nell’ambito della Medicina Sportiva è rivolto all’identificazione e allo studio delle complesse dinamiche che intercorrono fra Geni, Nutrizione e Struttura/Attività Fisica. È noto che la prestazione sportiva è influenzata dalle caratteristiche genetiche del singolo individuo, basti pensare che la massima potenza aerobica (VO2max) non può essere incrementata oltre il 20% con l’allenamento, senza poi dimenticare che oltre il 50% della Densità Minerale Ossea (BMD) ha una base strettamente genetica.

La sfida in ambito di Medicina Sportiva si gioca, oggi, su tre elementi principali:
1. elevati livelli di performance;
2. riduzione degli infortuni (traumi fisici e fisiologici);
3. recupero da problematiche specifiche (muscoli, ossa, tendini e legamenti).

Studiosi e ricercatori di tutto il mondo hanno tentato di individuare e descrivere quali fossero le caratteristiche morfologiche, antropometriche, fisiologiche, funzionali e motorie degli sportivi che avevano raggiunto prestazioni di alto livello. Solo in tempi recenti la ricerca si è focalizzata sull’analisi del DNA ed in particolar modo sui polimorfismi a singolo nucleotide (SNP, Single Nucleotide Polimorphism).
Ricercare gli effetti di una variante genetica su un carattere complesso e influenzabile dall’ambiente come la prestazione sportiva è estremamente complicato.

I parametri fisiologici – geneticamente determinabili – esercitano un’influenza diretta sulla performance: tono vascolare, consumo di ossigeno, attività enzimatiche ossidative e parametri anatomici (area della sezione muscolare trasversa e percentuale di contrazione delle fibre lente). Molti degli atleti che hanno raggiunto prestazioni sportive al di sopra della media hanno saputo ottimizzare la preparazione atletica – il training – in base alle proprie caratteristiche. Il valore della conoscenza in ambito di prestazione sportiva è molto elevato, potenziare la capacità di previsione e conseguentemente di intervento sul corpo di un atleta è un percorso complesso. Lo studio del DNA ci permette oggi di identificare con semplicità e su una base strettamente scientifica limiti e potenzialità di un individuo che pratica sport, ma soprattutto di sostenerlo in un percorso che ha per obiettivo il raggiungimento di un optimum di performance riducendo al tempo stesso la probabilità di infortuni traumatici e non.

Il termine training non si riferisce in modo esclusivo alla mera attività fisica, alle ore di pratica sportiva, ma assume sempre di più un significato più ampio, dalle capacità cardio-respiratorie alla nutrizione, dalla valutazione delle intolleranze alimentari fino alle infiammazioni muscolari causate dallo sforzo fisico. Oggi è possibile migliorare le prestazioni sportive in modo semplice e naturale. Attraverso un allenamento costante, specifico per le nostre caratteristiche e volto all’ottimizzazione delle risorse fisiche, mettendo cioè l’organismo nella condizione di poter utilizzare al meglio tutte le proprie capacità.
I test genomici sono stati allestiti con l’obiettivo di individuare alcune delle più importanti caratteristiche morfologiche, antropometriche, fisiologiche e motorie in relazione alla performance sportiva e alla prevenzione e al recupero dagli infortuni.
• Profilo Muscolare – Fibre Tipo I e Tipo II, Mioglobina, Miostatina, αActinina (stiramento, lesione muscolare);
• Profilo Osseo – Densità Minerale Ossea (Fragilità Ossea);
• Profilo Cartilagineo;
• Profilo Tendineo e Legamentoso – Fibre di Collagene, Metalloproteinasi, Elastina, Fibronectina (rottura legamento crociato anteriore, tendinopatia achillea);
• Profilo Cardiovascolare – Tono vascolare, Angiotensina, Ossido Nitrico, Pressione arteriosa (miopatie);
• Fitness Sportiva – Metabolismo Aerobio, Anaerobio Lattacido, Anaerobio Alattacido, Soglia Anaerobica, Attività e Densità Mitocondriale, Metabolismo del Lattato, Ciclo di Cori, Creatina Chinasi, Pompa Sodio-Potassio, Eme, Metabolismo del Ferro;
• Alimentazione ed Integrazione Nutrizionale – Uptake minerali e vitamine, Metabolismo Glucosio e Acidi Grassi, Turn-over proteico.

La conoscenza delle nostre peculiarità genetiche permetterà di sviluppare un training altamente specifico, tale da indirizzare le prestazioni di un sportivo verso il personale optimum biologico. Alimentazione, tono vascolare, capacità aerobiche e struttura muscolare non solo altro che alcune delle caratteristiche – determinate geneticamente – che possono essere studiate attraverso questi strumenti diagnostici. L’approccio genetico alla fitness sportiva permetterà da un lato di indirizzare i giovani atleti verso una determinata tipologia di sport (sport di potenza piuttosto che di resistenza), dall’altro consentirà di gestire in modo efficace e consapevole le prestazioni dei giovani “campioni”, spesso privi di una storia clinica dettagliata (dovuta appunto all’età), il cui status di salute spesso incide in modo determinante sulla
fortuna di alcune società sportive.

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