Ricostruzione del legamento crociato

La storia della ricostruzione del legamento crociato nasce insieme alla scoperta dell’artroscopia. Negli ultimi 20 anni si sono fatti passi da gigante, si è passati dalla tecnica Kenneth Jones in cui si utilizzava come trapianto per il crociato rotto, il muscolo tensore della fascia alata a tecniche molto più all’avanguardia. La tecnica KJ oggi non si usa più ma un bravo chirurgo dovrebbe averla sempre nel suo bagaglio di conoscenze perché in caso di recidive o si prende il tendine del ginocchio controlaterale oppure devi ricorrere ad altre soluzioni.

Negli anni 80 si utilizzavano molto i tendini artificiali, presto superati perché si rompevano spesso, non avevano la stessa capacità elastica e tensiva dei tendini umani e portavano spesso infezioni.

Oggi utilizziamo il tendine rotuleo con due piccole blatte ossee oppure il semitendinoso gracile più facile da recuperare e riabilitare, a volte si usa il tendine di un cadavere.

Anche la riabilitazione ha fatto passi da gigante, siamo passati da crociato rotto fine carriera a crociato rotto recupero in 4 mesi.
Il kinetec consente di flettere il ginocchio a 40° già dopo il giorno dopo l’intervento.

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